Chi ha inventato il primo pilota automatico?
25 Marzo 2022

Storia del primo pilota automatico d’aereo: ecco chi l’ha inventato

Il pilota automatico è uno strumento elettronico particolarmente utile, sviluppato per poter supportare il pilota durante alcune fasi del volo.

È programmato, infatti, per poter leggere e interpretare i dati sull’orientamento e la posizione dell’aereo. Sulla base delle informazioni estrapolate e da quelle inserite manualmente dai piloti, sarà poi in grado di controllare in autonomia i comandi.

Questo è possibile grazie alla trasmissione di un segnale digitale che, dal pilota automatico, arriva a degli attuatori automatici e che a loro volta muovono i comandi di volo. Va a sostituire, in sostanza, il tradizionale collegamento tra la cloche e le relative superfici alari.

La cloche aereo

Grazie ai sensori e ai computer montati a bordo, si viene a creare un vero e proprio “cervello elettronico dell’aereo”, in grado di compiere lo stesso lavoro che potrebbe fare un pilota.

Stando a questa descrizione, si potrebbe ritenere che il primo pilota automatico di un aereo sia stato costruito in tempi molto recenti. Sicuramente si tratta di uno strumento che, fino a non molti anni fa, era sconosciuto a molti.

Ma, al contrario di quanto si possa pensare, si tratta di un’invenzione che va quasi a coincidere con i primi anni di vita del settore aeronautico. Il primo esemplare, ovviamente, costituiva una versione molto basilare, ben diversa rispetto a quella a cui si è abituati al giorno d’oggi e che nel corso degli anni è stata costantemente migliorata.

Scopriamo allora tutto ciò che c’è da sapere sul primo pilota automatico d’aereo partendo dalle sue origini.

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Il primo pilota automatico d’aereo: origine e sviluppo

Aerei con il primo pilota automatico

Il primo strumento che potesse ricordare la funzione di un pilota automatico fu elaborato dai fratelli Wright. Si trattava, in breve, di un pendolo che aveva la funzione di controllare e misurare i movimenti dell’aereo durante le manovre di rollio e imbardata. Questo elemento era unito a una banderuola che determinava il beccheggio del velivolo.

Tale strumento, che anticipava il vero e proprio autopilota, fu testato per la prima volta nel 1911. In quell’occasione, il volo riuscì a planare più a lungo di quanto si fosse mai riusciti fino a quel momento: per circa 9 minuti e 45 secondi.

Il primo vero pilota automatico di un aereo, però, risale al 1912 e fu sviluppato dalla Sperry Corporation. In questo caso, lo strumento riusciva a connettere un indicatore di rotta giroscopico con un indicatore di assetto ad ascensori e, infine, il timone con un azionamento idraulico.

Una delle principali differenze con gli strumenti più moderni è che il primo pilota automatico dell’aereo non era collegato agli alettoni. Indubbiamente, però, presentava diverse migliorie rispetto alla versione dei Wright. In questo modo, l’aereo sul quale era montato riuscì a volare correttamente sulla rotta indicata dalla bussola, senza che il pilota dovesse essere totalmente coinvolto.

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Laurence Sperry è quindi considerato l’inventore del primo pilota automatico d’aereo e fu lui stesso a dimostrare quanto tale strumento potesse essere affidabile. Durante un concorso di sicurezza aerea indetto in Francia, infatti, fece volare l’aereo tenendo le mani ben lontane dai comandi.

Anche se si trattava di una versione semplificata rispetto alla versione odierna, il primo pilota automatico d’aereo rivelò subito le sue potenzialità. Anche allora, infatti, il carico di lavoro del pilota risultava essere decisamente ridotto grazie all’utilizzo di questo strumento.

L’eredità di questa prima versione dell’autopilota andò poi a suo figlio, Elmer Sperry, che continuò a studiare e ad apportare migliorie nel corso degli anni. Dopo la Prima Guerra Mondiale venne, poi, elaborato un pilota automatico che fu in grado di mantenere un aereo dell’US Army Air Corps per diverse ore lungo una data rotta.

Nonostante gli studi a riguardo non si siano mai realmente fermati, il pilota automatico è stato per molto tempo sconosciuto alla maggior parte delle persone. Solo in tempi più recenti la sua fama è aumentata, fino a diventare oggi uno strumento ormai indispensabile a bordo di un velivolo.

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